Chi è più abile con la censura?

di: laredazione

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Ringraziamo Costantino della Gherardesca per averci concesso la possibilità di pubblicare il suo articolo del 29 agosto.

Quattro anni fa sono stato richiamato a La7 dopo che avevano ricevuto delle proteste da parte dell’Avvenire sul mio conto. Per delle battute. C’era anche una lagna da parte di Famiglia Cristiana, ma l’ho rimossa in quanto il solo nome del settimanale congiura immagini di vecchie in ciabatte che mi deprimono. Ero in pieno odio verso la stampa Cattolica, reduce dal referendum sulla ricerca scientifica e la fecondazione assistita per il quale la Chiesa aveva mostrato il potere facendo scattare centinaia di leccaculo.

Bertolaso oscura il diritto d’informazione a l’Aquila

di: J.A.Brady

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Che la situazione nelle tendopoli abruzzesi fosse sempre più simile a campi di accoglienza militarizzati ormai è cosa nota, ma che Bertolaso in persona arrivasse ad impedire il diritto di cronaca e d’informazione vietando la presenza di giornalisti ad un suo incontro con i terremotati, questa ci mancava.

Riportiamo di seguito l’articolo apparso su Terra News che narra, appunto, la vicenda occorsa ai giornalisti.

Intercettazioni telefoniche e censura della rete 2

di: J.A.Brady

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Nel precedente post Intercettazioni telefoniche e censura della rete abbiamo affrontato il problema dell’estensione del diritto di replica anche ai “siti informatici” introdotto col Decreto Legge sulle intecettazioni e quanto questa generalizzazione possa andare a colpire pagine web e blog amatoriali. Sull’argomento si è anche espresso Marco Pancini Responsabile per le relazioni istituzionali in Italia di Google. Riportiamo integralmente la preoccupata disamina di Pancini. Il post originale è stato pubblicato su Google Italia Blog.

Intercettazioni telefoniche e censura della rete

di: J.A.Brady

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Fin dalla nascita di questo blog abbiamo sempre sostenuto come l’uso spregiudicato e ricorrente dello strumento della fiducia da parte di questo esecutivo sia di fatto lo svuotamento delle prerogative parlamentari; in pratica, e lo diciamo senza timore, viene lentamente demolita la democrazia. Non esiste nessuna giustificazione, politica, etica o temporale, che giustifichi il continuo ricorso alla fiducia. Si pensi inoltre che l’attuale governo dispone di un consistente maggioranza parlamentare tale da garantirgli l’approvazione di leggi senza il pericolo di cadute dovute a franchi tiratori. Appare evidente allora che tutto ciò che si oppone ai disegni governativi deve essere spazzato via con sprezzante decisione.

La Cina è vicina: democrazia a rischio.

di: J.A.Brady

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Il 13 maggio scorso il Senato della Repubblica ha licenziato il provvedimento di legge meglio conosciuto come pacchetto sicurezza. Il testo, modificato, è stato inviato alla Camera dei Deputati per l’approvazione definitiva che avverrà, con tutta probabilità, in questa settimana.

Abbiamo già avuto modo di esprimere quanto di illiberale e liberticida vi sia in questa legge e quanto sulla sua imposizione al paese abbia giocato la disgustosa speculazione

Senza parole.

di: J.A.Brady

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Satira, regime e pensiero omologato.

di: J.A.Brady

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Quando una democrazia - o supposta tale - prende a spunto una vignetta satirica ritenendola “gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico”, ne sospende l’autore ed impone una trasmissione riparatoria - alla stregua di una benedizione esorcistica dopo l’apparizione del Male - questa democrazia è malata, profondamente.