A volte ritornano

di: laredazione

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Ricordate Gianni De Michelis ? Il pregiudicato esponente socialista più volte ministro ed autore del fondamentale testo “ Dove andiamo a ballare questa sera? Guida a 250 discoteche italiane.Milano 1988, Mondadori” ? Ebbene è ritornato come consigliere del ministro Brunetta. La retribuzione? 40.000 euro lordi l’anno. Uno stipendio, a suo dire, praticamente da volontario.
Questo è [...]

Berlusconi e Gheddafi soci in Nessma TV

di: laredazione

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L’articolo, dal titolo «Berlusconi si associa con Gheddafi e compra il 25% di una televisione tunisina» ed a firma di Miguel Mora, è apparso sul quotidiano spagnolo El Paìs. La traduzione è stata curata da Italiadall’Estero.

Lo scorso agosto il capo del governo italiano ha concesso un’intervista a Nessma TV in cui ha sottolineato l’importanza di fare «buoni ‘casting’ femminili».

L’oscuro trattato bilaterale di amicizia firmato a Bengasi (Libia) nell’agosto del 2008 da Silvio Berlusconi e Muammar Gheddafi è stato fino ad ora controverso a causa del chiaro baratto di gas e petrolio con gli immigrati clandestini, che l’Italia ora restituisce alla Libia non rispettando il diritto di richiedere d’asilo. Una piccola notizia secondaria, apparsa a giugno scorso, era passata quasi inosservata.

Aux armes, citoyens !

di: Ottavina Reale

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«Thomas Jefferson, l’autore della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, amava dire che “ciascun uomo ha due patrie: la propria e la Francia” E’ quindi giunto il momento di aprire un dibattito sulla stampa francese per rispondere a una semplice domanda: l’Europa di Jean Monnet, Robert Schuman e Altiero Spinelli può tollerare che in Italia, paese fra i fondatori della Comunità Europea, la democrazia stia morendo?»

Con questa domanda si chiude l’articolo “Berlusconi et les médias, ou la démocratie à l’agonie” apparso sul quotidiano francese Le Monde. Una disamina della situazione italiana che inizia proponendo al lettore francese di immaginare l’improbabile ipotesi di un capo di stato onnipotente: proprietario di TF1, France2 e M6 e in diritto di nominare suoi seguaci a Radio France e nel resto del servizio pubblico. Un ipotetico presidente proprietario inoltre di Hachette, Le Figaro e Le Point e con un patrimonio personale di 6,5 miliardi di dollari. Impensabile. Per la Francia.

Quotidiani italiani: fonti inaffidabili

di: J.A.Brady

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Pubblichiamo Italy’s Newspapers: Untrusted Sources di Stephan Faris pubblicato sul Time. Traduzione in italiano a cura di Italiadall’Estero.

Qualsiasi discussione su cosa ci sia di sbagliato nella politica italiana conduce inevitabilmente a chiedersi cosa ci sia di sbagliato nel sistema di informazione del Paese. In uno stato in cui il Presidente del Consiglio controlla l’etere, secondo la World Association of Newspapers, solo 1 persona su 10 acquista regolarmente i quotidiani, rispetto ad 1 su 5 negli Stati Uniti e 3 su 5 in Giappone. Gli italiani, a quanto pare, non sono interessati a leggere le notizie.

Italia: populismo tendente al fascismo

di: laredazione

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Pubblichiamo l’articolo apparso sullo svedese Dagens Nyheter a firma della giornalista Barbro Christina Hedvall. La traduzione in italiano è a cura di Italiadall’Estero.

Perché il resto del mondo dovrebbe interessarsi al modo in cui è governata l’Italia se nemmeno gli italiani lo fanno? Perché l’Italia fa parte dell’UE, e anche se i 27 membri non agiscono esattamente secondo il motto dei moschettieri “tutti per uno e uno per tutti”, ci sono alcuni denominatori comuni. Tra le altre cose, il rispetto per chi la pensa diversamente e per i diritti delle minoranze, per la libertà d’espressione e di stampa. E naturalmente anche le condizioni economiche per entrare nella zona dell’euro.

La fine dei sondaggi

di: J.A.Brady

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Non so se ve ne siete accorti ma da qualche tempo nessuno parla più di sondaggi. Berlusconi , che di solito ne ha sempre uno pronto alla bisogna, tace. I quotidiani, Repubblica in testa, lo seguono nel silenzio. E la cosa induce a riflettere.

Ha rotto questo silenzio il Corriere della Sera che ha pubblicato un sondaggio di Renato Mannheimer dal quale emerge che la popolarità di Berlusconi fra l’elettorato cattolico è calata dal 55% di aprile 2009, al 50% attuale. Il sondaggio tiene a precisare che i praticanti cattolici sono circa il 40% (( cosa sta a significare circa? il 35%, il 39,9%, il 37% ?)) dei cittadini secondo un metro di giudizio che l’autore spiega.

Presidente sotto processo, ministri in carcere, premier incriminato. In Israele, non in Italia

di: laredazione

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Riportiamo questo articolo di Simone Pomi apparso su Diritto di Critica.

Tante volte le notizie che ci giungono dall’estero passano velocemente per il TG delle principali emittenti nazionali. Alle volte addirittura non fanno neanche capolino, e se per caso sbucano, riguardano argomenti quali l’ultima uscita di Kate Moss, l’orsetto Knut, gli shorts di Michelle Obama o i Babbi Natale in spiaggia in Australia. Le notizie vere, purtroppo, troppo spesso non superano nemmeno le Alpi. Un paio di queste notizie “fantasma” ci sono arrivate proprio in questi giorni da Israele e riguardano processi e condanne ad alcune delle più alte cariche del paese, proprio in coincidenza con alcuni tra i più gravi scandali personali che stanno travolgendo la maggioranza di governo e il Premier Silvio Berlusconi, scatenato nel mandar denunce a tutti i quotidiani che lo criticano.

Berlusconi e la campagna d’autunno

di: J.A.Brady

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I prossimi quattro mesi saranno quelli decisivi per la tenuta della democrazia in questo paese. Democrazia, a parer nostro, già compromessa in alcuni suoi aspetti. Berlusconi ha iniziato - per usare un efficace termine militare - la campagna d’autunno, e l’ha iniziata con i bombardieri pesanti attraverso una strategica e programmata pianificazione, come a voler coventrizzare ciò che gli si oppone.

I prossimi mesi vedranno la Riforma del Processo Penale, la legge sulle intercettazioni telefoniche ed il parere della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano.

Berlusconi, Comune di Fondi e Mafia

di: Jaques M. Hotteterre

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Nessuno ha potuto rispondere al Presidente del Consiglio che ha tenuto una conferenza stampa il 15 agosto sul tema della sicurezza. Conferenza stampa nella quale era accompagnato dal ministro dell’interno Maroni e quello della giustizia Alfano. E non è stata possibile nemmeno una replica immediata da parte degli organi d’informazione che non sono usciti per la pausa ferragostana.
Ma su cosa si sarebbe dovuto rispondere? Su diverse cose per la verità, ma su una in particolare:

Berlusconi e l’Uganda

di: laredazione

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Ormai non fanno più notizia gli articoli della stampa internazionale che hanno per oggetto Berlusconi. Solo negli ultimi giorni ne sono apparsi, ad esempio,  sul Daily Telegraph, su Vanity Fair e sul Times. Tutti indistintamente caustici nel confronti del premier. Ma un giornale, anch’esso critico, esce dal coro: è il  maggior quotidiano dell’Uganda, il Daily [...]