1° Maggio
stampa articolo
Siamo a Chicago, è il 1° maggio 1886. Davanti alla fabbrica di mietitrici McCormick migliaia di lavoratori sono in sciopero per chiedere l’applicazione
delle otto ore lavorative: otto ore di lavoro, otto ore di svago, otto ore di sonno, questo era il loro slogan. Sono guidati da quattro sindacalisti anarchici: Albert Parson, August Spies, Adolph Fisher, George Engel.
Gli scioperi proseguono anche nei giorni successivi ed il 4 maggio, in Haymarket Square, mentre la manifestazione si sta sciogliendo, viene ucciso un poliziotto. I sindacalisti, insieme ad altri quattro manifestanti, sono arrestati come autori e processati . Sette di loro saranno condannati alla pena capitale che verrà eseguita per impiccagione nel dicembre 1887. Prima di morire August Spies dirà: “Verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che strangolate oggi”.
Nel 1893 il Governatore dello Stato dell’Illinois riabiliterà i sette riconoscendo che le prove, il processo e la sentenza erano state fabbricate ad arte. Inizia così la tradizione del primo maggio. E’ a loro, ai martiri di Haymarket come sono ancor oggi ricordati, che va il nostro ricordo; come va agli undici assassinati a Portella della Ginestra il 1° maggio 1947 per mano di Salvatore Giuliano, sicario di quel latifondismo mafioso già strettamente intrecciato alla corruttela politica .
Il lavoro è un diritto dell’uomo e della donna. Un lavoro che rispetti la dignità della persona è giustizia sociale. Di lavoro e per il lavoro non si deve, né si può morire.
Buon 1° Maggio.
- Articoli (forse) correlati
- 1 maggio 2009

Scrivi il tuo commento