La Brambilla da i numeri
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Niente paura. Michela Vittoria Brambilla non è uscita di senno, anche se l’analisi che offre sui dati relativi al flusso turistico in Italia nei primi nove mesi del 2009 potrebbe farlo sembrare.
Ma partiamo da una considerazione di ordine generale. In qualunque settore - sia esso economico, finanziario, occupazionale, import, export, ecc. - i responsabili dei vari dicasteri paragonano i nostri dati con quelli di altri paesi, e se i nostri sono appena migliori, sono subito a lodare la politica governativa capace di aver fatto di aver fatto fronte, meglio degli altri, alla crisi. Poco importa loro (ma non a noi) che si tratti di percentuali con un meno davanti ad un numero importante, spesso a doppia cifra. Il ministro del turismo non sfugge a questa tecnica comunicativa che tutto offre tranne quella di dare al cittadino una corretta lettura dei dati.
Vediamo allora come è andato il flusso turistico nel nostro paese. La Brambilla afferma che ” l’Italia ha una posizione piu’ favorevole del resto d’Europa, ha retto meglio di Francia e Spagna e in estate ha mostrato primi segnali di ripresa nel settore alberghiero“. Offre quindi i numeri a sostegno di questa sua positiva valutazione laddove primi nove mesi - le percentuali si riferiscono per il nostro paese da gennaio a settembre - vi è stato un calo del - 4,3% di occupazioni (non di prenotazioni) di camere in strutture alberghiere. Poi, con la sconcertante banalità dell’ovvio che spesso la caratterizza, ha offerto la sua analisi dichiarando tra l’altro che “I buoni risultati del settore sono da attribuire alla montagna per i primi tre mesi dell’anno, per agosto al mare ” e che “nel secondo trimestre si è accusato un calo anche a causa di 23 giorni di pioggia“. Geniale.
Abbiamo detto che il nostro paese ha avuto un calo del - 4,3% e che la nostra Vittoria subito paragona ai risultati ottenuti dalla Francia - 6,3 % e dalla Spagna - 4% (ma non aveva detto che avevamo retto meglio della Spagna? mah…). Questo come a significare che, secondo lei, abbiamo risultati migliori rispetto ai cugini d’oltralpe e che con la Spagna ce la giochiamo. Analisi scorretta poiché i dati relativi a Francia e Spagna che lei porta a confronto sono riferiti al periodo gennaio-luglio 2009 mentre i nostri, come abbiamo visto, sono relativi a gennaio-settembre 2009. Quindi il paragone è assolutamente improponibile visto che manca un trimestre fondamentale.
Ecco questo è il modo di offrire informazione: far apparire per vero quel che vero non è.
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- 29 settembre 2009

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