Il mio nome è Bondi, Sandro Bondi

di: J.A.Brady

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La Repubblica cestina una lettera scritta da Sandro Bondi [1] e indirizzata a Scalfari e lui decide di farsela pubblicare da Libero:

“Il quotidiano La Repubblica – scrive il ministro dei Beni culturali – è una specie di superpartito, che concentra in sé la dimensione politica, quella economica, quella culturale e perfino quella giudiziaria. La mia opinione è che l’azione di questo superpartito,costituisca da tempo l’insidia più grande per la nostra democrazia. Eugenio Scalfari cerca di dipingere il quadro politico e l’atmosfera di questi giorni come se ci trovassimo nuovamente alla vigilia della caduta di un regime, con il corollario di servi, gerarchi e cortigiani, fra i quali vengo annoverato maliziosamente anch’io, in procinto di tradire e di abbandonare la nave.

Io non dimentico mai che, se Berlusconi non avesse avuto il coraggio di impedire nel 1994 alla gioiosa macchina da guerra della sinistra capitanata da Achille Occhetto di conquistare il potere, l’Italia sarebbe stata governata da una torbida alleanza formata dalla sinistra comunista e da tutti quei poteri economici rappresentati da un quotidiano come La Repubblica, che avrebbe dato vita sì ad un vero regime politico privo di alternative. Noi non cederemo mai, mai, di fronte alla campagna di odio e di delegittimazione orchestrata da lei e dal suo giornale, in combutta con una sinistra ormai al traino di tutte le battaglie più misere e sconclusionate. Se sapremo sconfiggere anche quest’ultimo disperato attacco contro il governo e contro Berlusconi, la nostra democrazia sarà più salda, il nostro futuro più sereno. Questo gli italiani lo sanno”.

fonte: Rassegna Stanca

  1. linkando sul nome scopriremo che Bondi è un recordman delle assenze dalle aule parlamentari []

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